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Le News del panorama Immobiliare.


News Numero

20

del
20-05-2020

Monferrato e Langa, il coronavirus spinge a comprare casa in campagna


Boom di richeste nei due mesi di quarantena, non solo per gli acquisti di casolari ma anche per gli affitti per il periodo estivo.

La richiesta di ville e casali di pregio, nel periodo febbraio-aprile, è aumentata del 20%.

A far impennare il mercato la prospettiva di dover rimanere a lungo confinati tra le mura domestiche causa pandemia. Meglio dunque se la dimora sia bella, ancora i più se di pregio, con parco e piscina.

Soprattutto, lontano da centri urbani ed immersa tra la quiete campestre.

Le prime prenotazioni per il periodo estivo, dicono che il target casa-di-campagna sia il più gettonato, con richieste di affitto in collina o campagna per 2-3mesi. 

Se si pensa che a preferire questa soluzione bucolica siano coppie o famiglie di mezza età ci si sbaglia. Monferrato e Langhe, ad esempio, sono fra i più richiesti dalle giovani coppie, spinte forse anche dalle differenze di prezzo al metro quadro con città come Milano o Torino. I giovani, a quanto emerge dall’inchiesta, sono i più attenti al lavoro “innovativo”: il 20% di loro vorrebbe spostarsi tra le dolci colline del sud Piemonte per dedicarsi alla coltivazione della terra.

Tendenza che sulle colline di Canelli, dalla Torre dei Contini sino all’area di Monforte e sotto le prime propaggini della Langa, è in atto da tempo. Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli acquisti di vecchi casolari poi splendidamente ristrutturati e trasformati in gioielli-resort per famiglie provenienti per lo più dal Nord Europa. 

Abbinando alla costruzione sempre più appezzamenti di terreno e vigne, tra Moscato e Barbera, per piccole produzioni domestiche.

 




News Numero

19

del
20-05-2020

Vacanza 2020: giardino, piscina e wi-fi


Per l'estate 2020, le case vacanze sono le soluzioni di gran lunga preferite, rispetto agli hotel; e le caratteristiche più ricercata sono: giardino, piscina e la connessione wi-fi.

Lato sicurezza, tre utenti su cinque manifestano grande attenzione alla salute nel pianificare il proprio viaggio.

La tendenza è la diminuzione dei prezzi, soprattutto per chi è proprietario delle strutture e a minori costi fissi legati al personale e può far leva sul risparmio.

Cambieranno comunque i perido di vacanza degli italiani, con soggiorno settimanali tra agosto ed ottobre.

A livello destinazioni, emerge che regioni come Sicilia e Sardegna stiano subendo di più l'effetto Covid-19, dovuto agli spostamenti aerei o in traghetto che potrebbero creare il rischio di assembramenti, ma anche per nominatività del biglietto e le possibili quarante obbligate in caso di contagiati a bordo.

Questo potrebbe favorire altre regioni, che si stanno attrezzando al meglio per la ricettività turistica, come il Trentino e la Romagna.

Anche le ricerche su Airbnb confermato che più dell'80% degli italiani trascorrerà le vacanze in Italia.

La scelta dell'alloggio ricade su case singole, ville e bungalow. 

Tra i servizi più ricercati la piscina supera il wi-fi, seguono la possibilità di introdurre animali domestici, cucina accessoriata, jacuzzi ed aria condizionata.

L'offerta più ampia riguarda Toscana, Puglia e Umbria.




News Numero

18

del
22-04-2020

Comprare casa per 4 italiani su 5 è un sogno sempre più lontano


Risparmiare e rinunciare a ciò che piace per comprare una casa domani? No, grazie. Quattro famiglie su cinque a livello europeo danno la priorità ad almeno un altro obiettivo, come formare una famiglia, rimborsare i debiti contratti per la laurea o il master, vivere in una location ideale (in affitto) o anche spendere per i propri hobbies. Un risultato sorprendente, motivato nella maggior parte dei casi dalla convinzione che la casa di proprietà sia un sogno molto difficile e lontano, a causa di mercati immobiliari che ormai hanno raggiunto le stelle se comparati con il salario medio. E anche la sensazione che, prima o poi, i prezzi dovranno scendere – un’eventualità che il Covid-19 sta rendendo più probabile – allora sì, arriverà il momento di comprare casa. A dipingere il quadro è una recente indagine di Ing, la “International savings survey”, condotta da Ipsos tramite internet. Hanno risposto 15.146 persone da 15 Paesi: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Spagna, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti e Australia, diffondendo la ricerca a febbraio. Nonostante il 70% degli intervistati sia d’accordo sul fatto che la proprietà è meglio dell’affitto, il 55% ritiene che il mercato immobiliare del proprio Paese sia su una traiettoria sbagliata (“wrong track”) e l’81% di chi non ha mai posseduto una casa dice di avere come priorità altri obiettivi. Chi è in affitto e non ha mai posseduto un immobile fatica a vedere la possibilità di un cambiamento, tanto che il 38% dice di non aspettarsi di essere in grado di comprare una casa in futuro, mentre solo il 16% dichiara di non volerlo fare. Tra i giovani, solo il 7% pianifica di comprare un immobile prima dei 30 anni. Tra gli intervistati nella fascia 25-34 anni, il 27% dice di dover aspettare almeno dopo i 35 anni per acquistare.

Nel frattempo, dunque, meglio destinare le proprie risorse a obiettivi più immediati e facilmente perseguibili. Se la media europea di chi pone la casa come obiettivo secondario rispetto ad avere bambini, pagare i debiti scolastici, viaggi e hobby è dell’81%, ovvero quattroquinti, la situazione varia da Paese a Paese. I più attenti alla casa sono i rumeni: solo il 56% snocciola altre priorità, d’altra parte nello Stato il tasso di possesso della casa in cui si vive è il più alto d’Europa, pari al 96%. All’estremo opposto, la Germania e l’Austria con, rispettivamente, il 91% e il 90%: d’altra parte la Germania è il Paese europeo con il maggior sviluppo del residenziale come asset class d’investimento e la più alta percentuale di famiglie che vivono in affitto, in un mercato molto evoluto su questo aspetto. In Italia il 79% degli intervistati indica la casa come non prioritaria rispetto agli altri obiettivi e il 65% ritiene che per chi non è ancora proprietario sia sempre più difficile comprare una casa. E a che età si potrebbe fare? Il 27% degli italiani intervistati risponde che non pensa di poter mai comprare, l’11% dice di non avere intenzione di comprare, il 15% indica come obiettivo tra i 30 e i 34 anni, il 23% oltre i 35 anni, il 22% non lo sa. Difficile per un non addetto ai lavori sapere quale sia il momento giusto per comprare casa: il 17% degli europei infatti non lo sa. Ma il 55% ritiene che sia il momento sbagliato (il sondaggio è stato effettuato prima di Covid-19), contro il 45% del 2017, dimostrando così che la percezione è di un progressivo peggioramento. Per molti il momento giusto verrebbe con una discesa dei prezzi, soprattutto per chi non è ancora proprietario di una casa. A questo punto, quindi, se gli effetti del Covid si ripercuoteranno in una diminuzione dei prezzi degli immobili (come molti addetti ai lavori dicono) potrebbe esserci la giusta combinazione di fattori per ricominciare a mettere l’acquisto della casa tra le priorità delle famiglie. Sondaggi ad hoc non ne sono stati fatti in Europa, ma negli Usa sì. Le previsioni sono di una perdita di 1.300 miliardi di dollari di valore per il crash del mercato immobiliare, il che potrebbe portare il mercato a livelli accessibili per molte famiglie che oggi non vogliono o non possono comprare. La scommessa è che i tassi dei mutui si mantengano bassi e che ci siano facilitazioni per una ripresa post-virus.




News Numero

17

del
08-04-2020

Locazioni e Decreto Legge n.18/2020


In attesa dei provvedimenti di conversione del DL18 dello scorso marzo (che andrà a rimediare ad alcune storture e imprecisioni) e dei provvedimenti che arriveranno a breve per supportare e finanziare le nostre imprese, vi forniamo qualche suggerimento in tema di LOCAZIONI.
 
Sull’argomento vi segnaliamo che il Bonus locazioni (pari al 60% del canone mensile) a seguito della circolare della Agenzia delle Entrate di settiaman scorsa, è usufruibile solamente a seguito del pagamento del canone: quando verrà pagato il canone si potrà far valere il bonus in compensazione
 
Parlando di locazioni oggi sono purtroppo in molti con difficoltà col pagamento dei canoni.
Si trovano in questa situazione sia chi ha dovuto, (perché obbligato,) chiudere l’esercizio commerciale o sospendere l’attività, così come si è trovato incolpevolmente senza lavoro o introiti professionali.
 
Le parti, locatore e conduttore, devono riflettere su cosa accadrà al contratto, che in molti casi non potrà proseguire alle medesime condizioni.
 
L’iniziativa spetta al conduttore, (inquilino): è opportuno che iI conduttore contatti il locatore per individuare fra diverse opzioni quella migliore.
 
È da escludere la sospensione del pagamento dei canoni di locazione: compiuta unilateralmente mette il conduttore in difetto rispetto ai termini del contratto.
 
Il conduttore potrebbe chiedere al locatore di prorogare la scadenza del pagamento, senza interessi o penalità.
 
Questa è una ipotesi prevista dal codice civile se si invoca la impossibilità temporanea della prestazione dovuta a obiettivi impedimenti,
In questo caso il debitore è esonerato da responsabilità sino a quando cesserà l’impedimento: si può concordare una proroga limitato ad un periodo, decorso il quale verrà eseguito il versamento del dovuto.
 
Con l’epidemia difficile fare previsioni e quindi risulta difficile immaginare di poter sospendere il pagamento senza una certezza temporale.
 
Meglio allora in questo caso richiedere la riduzione del canone per tutto il periodo in cui resteranno in vigore le limitazioni alla circolazione delle persone ed all’esercizio delle attività commerciali
 
Considerato che le previsioni sull’andamento delle attività nei prossimi mesi non sono delle migliori,
Varrebbe la pena di valutare una definitiva riduzione del corrispettivo della locazione:  o fino alla scadenza legale del contratto in corso, o con la stipula di un nuovo contratto.
Il codice civile da un piccolo aiuto in quanto è prevista la possibilità di richiedere la risoluzione del contratto se è diventato troppo oneroso per avvenimenti straordinari e/o imprevedibili.
 
In questo caso un locatore lungimirante potrebbe dare un sostegno concreto al conduttore offrendo migliori condizioni pur di mantenere in vita il rapporto.
 
Non sarebbe opportuno da parte del locatore insistere sulla linea dura:
il rischio è di avere nei prossimi mesi un immobile sfitto, con imposte e spese condominiali a proprio carico, oltre alla difficoltà di trovare un nuovo conduttore alle stesse condizioni contrattuali.
 
Tutto questo è riferito agli immobili commerciali: per gli immobili residenziali la situazione è certamente più delicata.
 
Il suggerimento è che sarebbe quanto mai opportuno trovare un libero accordo fra le parti in quanto l’istituto dello sfratto per morosità non sembra la strada più semplice da percorrere.
 
Difficilmente si riuscirebbe a liberare un immobile occupato da persone in difficoltà in tempi rapidi e certi, in un periodo particolarmente difficile, con tempi della giustizia italiana, e col rischio di avere a proprio carico spese legali, imposte e spese condominiali.




News Numero

16

del
06-04-2020

Casa dolce casa


La casa degli italiani, a causa delle restrizioni per fermare il contagio del coronavirus, è diventata una vera e propria tana dove famiglie, coppie e single si proteggono dalla pandemia.

La casa diventa luogo di lavoro, diventa scuola per i ragazzi, palestra dove poter scaricare tensioni e perdere peso, da casa ci si collega con l’esterno.

E’ fuori dubbio che il coronavirus abbia cambiato il valore emotivo che attribuiamo alla nostra casa, diventata il centro della nostra vita.

La casa diventa oggi uno dei capisaldi della network society che finora aveva come assunto entità più grandi (nazioni, regioni, città) e che ora si basa sulle connessioni tra nodi molto piccoli, le nostre abitazioni.

La domanda che però ora molti mi pongono, quale intermediario immobiliare, è se il valore economico della casa cambierà con questa crisi economica.

Vivendo più in casa gli italiani scopriranno pregi e difetti delle loro abitazioni, cose che prima notavano meno o pesavano meno.

Ad esempio il 60% delle case non ha balcone o terrazzo, l’8% delle case ha un bagno solo.

Questo porterà inevitabilmente a pensare e realizzare di avere esigenze diverse e necessità più impellenti che prima non si avevano.

Gli spazi in casa avranno sicuramente un’importanza maggiore.

Secondo gli esperti, si renderanno conto dei difetti della propria abitazione e potrebbero decidere, liquidità permettendo, di iniziare la ricerca di altre soluzioni.

Chi venderà case di qualità potrà contare su un valore reale, chi vorrà vendere case con “difetti” dovrà scendere a patti con lo sconto.

Da questo terribile evento scaturisce la consapevolezza di quanto valgono poco molte delle case che abbiamo, anche la fascia di mercato solvibile, che ha acquistato case nuove, si rende conto che la casa piccola è inadatta a creare confort.

La previsione è quindi di un cambiamento della domanda, che non invertirà però il trend che ha portato molti a lasciare la provincia a favore della città.

E’ probabile che in futuro si cercheranno case in zone più esterne delle città e non centralissime.

Questo quindi potrebbe indurre a pensare che il mercato immobiliare non dovrebbe subire grandi flessioni;

Non è così, l’impossibilità di vedere di persona gli immobili, l’attività di intermediazione è ferma e bloccata, la perdita per molti del lavoro e la conseguente situazione di precarietà di gran parte del mondo lavorativo diminuirà le capacità economiche e anche la possibilità di accedere al credito bancario; tutto ciò  porterà ad un’inevitabile cambio di rotta e ad un freno al settore.

Si prevede un crollo dei prezzi nel 2020 tra l'1,1 e il 3,1% ed una perdita tra i 7  e i20 miliardi di euro di fatturato.

Dati per nulla rassicuranti perché dalla casa, in cui è investito il 75% della ricchezza delle famiglie italiane, dovrà necessariamente ripartire la ripresa.




News Numero

15

del
20-11-2019

Terrazze Panoramiche a Milano


Quanto costa spalancare le persiane di casa e trovarsi davanti a monumenti mozzafiato? 

Il Castello Sforzesco e il Duomo di Milano sono tra gli affacci più ambiti d’Italia, battuti solo dai Faraglioni di Capri.

Dieci anni fa, dopo i Faraglioni, le location più ambite erano la fontana dei fiumi del Bernini e Posillipo, ora no: Milano se la gioca e fa la parte del leone, persino più della capitale.

E' sempre il capoluogo lombardo a posizionarsi i coda al più grande anfiteatro del mondo, infatti dopo il Colosseo c'è l'Arco della Pace, del resto l'occhio vuole la sua parte e n el marcato immobiliare del lusso, la ottiene.

Le finestre sul Castello Sforzesco e sul Duomo, proiettano il costo a più di 11.000 euro al mq, il triplo della media cittadina.




News Numero

14

del
14-12-2018

Mercato della casa in Italia: il panorama delle città principali


Compravendite in aumento nei primi nove mesi dell’anno per quanto riguarda il mercato della casa nelle principali città italiane. Lo dicono i dati del Centro Studi di Abitare Co. 

Secondo lo studio, nei primi tre trimestri dell’anno le compravendite relative al mercato della casa in Italia salgono ancora del 2,3% sul 2017, le quote vanno dal 4,4% di Palermo al 25% della più vivace Milano. 

Per quanto riguarda l’incremento di vendite di nuove abitazioni, tra le singole città metropolitane, il mercato della casa più dinamico nel 2018 in Italia è Napoli, con un incremento delle vendite  del +15,2%, seguita da Milano (+14,5%), Roma (+13%), Torino (+11,3%) e Bologna (+9,7%). 

Per quanto riguarda l’offerta, nel 2018 il tasso di crescita maggiore si evidenzia a Milano (+5,4%) e Roma (+3,2%), città in cui si registra anche il peso maggiore delle nuove abitazioni sul totale di quelle presenti sul mercato residenziale, rispettivamente con il 25% e il 16%. 

Il momento positivo del mercato immobiliare delle nuove residenze si riflette anche sui prezzi che, solo in questo segmento, stanno dando segnali di risveglio in tutte le città metropolitane, con Milano che si conferma ancora una volta la città più vivace (+3,3%).




News Numero

13

del
14-12-2018

Imu e Tasi comodato d’uso: come ottenere la riduzione


Gli immobili concessi in comodato d'uso gratuito, possono usufruire di uno sconto del 50% sulla base imponibile, a patto che rispettino determinate condizioni.

La legge di Stabilità 2016 e la circolare n.1/DF del 17 febbraio 2016, hanno definito i requisiti e i campi di applicazione della riduzione del 50% della base imponibile di Imu e Tasi:

  • può essere utilizzato dai proprietari di un solo immobile oppure di 2 immobili nello stesso comune uno dei quali deve essere necessariamente adibito ad abitazione principale; devono essere ubicati nello stesso comune dove il proprietario ha la residenza e la dimora abituale;
  • per "immobile" è inteso un immobile ad uso abitativo;
  • si considerano anche le pertinenze secondo i limiti previsti per l'abitazione principale;
  • il possesso di un'altra tipologia non esclude la possibilità di usufruire della riduzione del 50%, purché gli immobili ad uso abitativo siano massimo 2;
  • la riduzione si applica anche agli immobili storici;
  • il comodato si applica solo tra figli e genitori;
  • sono esclusi i comodati per le abitazioni di lusso;
  • il contratto di comodato deve essere necessariamente registrato presso l'Agenzia delle Entrate. 

Poiché la base imponibile della Tasi è la stessa dell'Imu, la riduzione vale anche ai fini Tasi, per cui il proprietario verserà l'imposta con riduzione del 50% in base alla quota di ripartizione prevista dal Comune mentre il comodatario non pagherà la Tasi perché per lui l'immobile è abitazione principale.




News Numero

12

del
06-06-2018

In Toscana crescono gli affari


E’ la sesta regione d’Italia per numero di compravendite e la prima per investimenti delle famiglie straniere che comprano casa in Italia.

Lo scorso anno ci sono state 35.500 compravendite, un risultato che manterrà anche nel 2018.

Sul fronte delle quotazioni, è Firenze aver tenuto di più negli ultimi dieci anni insieme a Pisa e Siena, mentre la maggior svalutazione si registra a Massa.

La vivacità della crescita del mercato immobiliare è dimostrata dagli acquisti della seconda casa in particolare dagli stranieri, soprattutto tedeschi e russi.

Si stima che nel 2018 quasi 2000 famiglie faranno il loro investimento in Toscana. Le località preferite sono delle marittime e culturali.

L’investimento medio sarà di 530 mila euro, ma sono frequenti le transazioni che supera il milione di euro per l’acquisto di casali, ville, magari con vigneti o frutteti annessi.




News Numero

11

del
19-04-2018

Il Barolo da record delle Langhe


La notizia si è aggirata tra gli stand di Vinitaly facendo discutere enologi e viticoltori.

Un compratore anonimo, ha acquistato mezzo ettaro di vigneto a Barolo nel cru Cerequio di La Morra per una cifra stratosferica: due milioni di euro, portando le quotazioni del celebre vitigno a 4 milioni di euro ad ettaro.

Il rialzo dona ulteriore lustro al Barolo, vino tra i più raffinati del mondo, presente di diritto nel gotha dei vini planetari più buoni in assoluto.

Non pochi pensano che il nuovo proprietario sia uno straniero, che con un’operazione veloce e sorprendente è riuscito ad assicurarsi una porzione di territorio tra i più desiderati dai produttori di vino.

Cifre stellari che travalicano il semplice investimento produttivo portando i terreni dove crescono le viti che daranno poi il vino che può vantare l’etichetta Cerequio, a diventare un investimento di tipo

finanziario; dietro l’acquisto non c’è tanto la volontà di guadagno ma quanto l’investimento in un bene di inestimabile valore qualitativo, un gioiello territoriale che possono vantare in pochi.

Il recente acquisto a cifre così alte sta portando il Barolo e il territorio in cui si producono le raffinate uve da cui ricavare il pregevole vino, sempre più vicini alle stime qualitative della Borgogna, dove per

i vigneti si vendono a filari e per un ettaro di preziose uve è possibile pagare anche cifre che si avvicinano ai 10 milioni di euro.

 




News Numero

10

del
21-02-2018

Più offerta per la nuda proprietà


La nuda prorpietà è in genere un'opzione di investimento per chi punta sulla rivalutazione del mattone nel lungo periodo, senza avere le necessità nè abitative nè di redditività.

La maggior parte degli acquirenti ha un'età compresa tra i 35 anni e i 54 mentre i proprietari hanno un'età superiore ai 65.

Le motivazioni che spingono i proprietari a vendere con la formula della nuda prorpeità sono la reperibilità di liquidità per mentenre un cetro tenore di vita oppure per far fronte ad esigenze legate all'avanzare dell'età o per sostenre i figli nell'acqusito della prima casa.

Il 27% degli acquirenti che sceglie la nuda proprietà lo fa per acquistare l'abitazione principale a prezzi accessibili ed sono disposti a rinviare il momento in cui si decide di lasciare l'affitto o la casa dei genitori o in prospettiva di figli ancora piccoli.

Emerge inoltre che più del 37% delle tipologie di appartamenti scambiati con la formula della nuda proprietà sono dei trilocali.




News Numero

9

del
19-02-2018

Il negozio giusto rende più della casa


Prezzi ancora in contrazione, affitti che crescono o restano stabili e rendimenti potenziali lordi “doppi”

rispetto alle abitazioni. E’ il cocktail vincente che sta spingendo molti investitori privati ad abbandonare il residenziale e strizzare l’occhio al settore dei negozio come opportunità di investimento. Nel commerciale, infatti si può puntare tranquillamente al 7% di rendimento lordo.

A Milano, inutile puntare sulle zone centrali come Via Torino ma in una zona semicentrale in fermento, però ad esempio quella compresa tra Piazza Piemonte e De Angeli, ottime soluzioni da adibire a ristorazione veloce con un rendimento atteso del 6,7%. 

A Roma, rischiando in zona Tiburtina, in Via Durantini, si può puntare all’8%.

A Torino, non bisogna guardare le strade di lusso ma in una zona altrettanto centrale come Via Garibaldi si può spuntare un rendimento del 10% oppure spostandosi in Via Nizza e San Salvario si possono scovare delle vere e proprie scommesse, con un  rendimento teorico dell’11%.

A Firenze, non distante dalla stazione Santa Maria Novella, si può arrivare ad un rendimento del 6; mentre a Napoli, senza stare nel Vomero, promettono un rendimento lordo del 6,6%.

Detto questo il “semincentrale” sembra la strada maestra, Anche se generalizzare è difficile.

Due punti rimangono a sostegno dell’investimento:

il primo è che nella maggior parte dei casi gli immobili commercializzati sono già locati con un contratto in essere e questo permette di stimare con certezza i tempi di ritorno dell’investimento; il secondo è che la localizzazione fisica in una via di passaggio sta cominciando a perdere importanza.




News Numero

8

del
18-01-2018

Residenziale: a Milano crescita record


La crisi del mercato immobiliare per Milano sembra essere ormai un lontano ricordo, è proprio il capoluogo lombardo a contraddistinguersi per la grande vivacità delle compravendite. Nei fatti l'acquisto e la vendita di immobili hanno registrato un costante e progressivo incremento sul fronte dei volumi che, a partire dal 2013, hanno messo in luce una dinamica positiva e di crescita super a ritmi diversi nel corso del tempo. Buoni anche i risultati per ciò che riguarda i prezzi del residenziale che, rispetto alle altre zone dello stivale, sembrano essere svalutati in modo meno accentuato, in particolare nelle aree centrali della città.

A partire dal secondo semestre del 2007, il valore degli immobili ha subito una contrazione del - 26,3% a Milano, contro il -40,3% in media su base nazionale. In termini nominali, le abitazioni nel capoluogo dal 1998 ad oggi sono state rivalutate del 57,8%, cifra che si raddoppia per le zone centrali.

A contribuire in maniera considerevole a questa dinamica c'è anche il turismo. Non solamente dunque interessi legati al business per la città di Milano che ha scoperto di avere un forte richiamo turistico il che ha portato numerosi investitori a considerare l'acquisto di immobili con finalità di affitto per brevi periodi.




News Numero

7

del
18-01-2018

Lusso: Le 10 città più cercate al mondo nel 2017


Tra i paperoni a caccia di affari immobiliari di lusso, il sogno americano si conferma imbattutto a guardare la classifica delle dieci città più ricercare al mondo nel 2017. A primi due posti della top ten infatti svettano Miami e New York.

L'Europa piazza la prima delle sue città al terzo posto e, nonostante la Brexit, si tratta di Londra che evidentemente ancora non molla la presa sulle preferenze dei ricchi compratori: chi cerca casa qui è dispposto a spendere in media 1,4 milioni di euro.

Milano è l'unica italiana che riesce a entrare nell'Olimpo delle mete preferite per l'acquisto di immobili di lusso, piazzandosi al settimo posto, prima di Dubai. Va detto che il capoluogo meneghino è anche quello percepito come più economico, considerando che qui i budget medi imposti per la ricerca sono i più bassi in assoluto.

A rappresentare il Vecchi Continente altre tre città, sempre più attrattive per i ricchi: Lisbona, Barcellona e Ibiza.

Al quarto posto si piazza Los Angeles e la top ten è chiusa da Rio De Janeiro.




News Numero

6

del
26-10-2017

Vivere in un seminterrato: la situazione di Milano


Lo scorso marzo la Lombardia ha approvato la legge regionale per il recupero di vani e locali seminterrati esistenti. Nella norma, che i Comuni possono recepire entro il 31 ottobre, sono previsti dei parametri di salubrità per rendere abitabile questo tipo di immobili: l’altezza minima è fissata a 2,40 metri, saranno necessari adeguati impianti di illuminazione e sistemi di ricambio dell’aria.

Il Giorno di Milano, in una recente indagine, ha collaborato con Immobiliare.it per fotografare la situazione attuale del mercato dei seminterrati in città. la prima evidenza dello studio è quella che riguarda il record italiano, che non spetta a Milano ma a Roma: è nella Città Eterna che si registra la quantità più alta di domanda e offerta di seminterrati.

Per quanto riguarda i prezzi di questo tipo di immobili, quelli relativi ai canoni di locazione risultano cresciuti dell’11%, seguendo il trend di caro affitti diffuso a Milano e arrivando a 14,43 euro al metro quadro. I prezzi richiesti per la vendita, invece, appaiono stabili e sono aumentati soltanto dello 0,5% rispetto all’anno scorso, attestandosi a 2.385 euro al metro quadro.

Cosa succederà a Milano?

L’obiettivo dell’amministrazione lombarda è quello di diffondere il modello già consolidato di Londra e New York anche nel territorio milanese, rendendo i seminterrati dei veri e propri immobili residenziali. Entro il 31 ottobre il Comune dovrà recepire la norma e proporre alcune modifiche: è trapelata l’intenzione di aumentare a 2,70 metri l’altezza minima per l’abitabilità e quella di escludere dalla legge le zone a rischio esondazione, lungo il Seveso e il Lambro.




News Numero

4

del
26-10-2017

Il credito per il riacquisto può giocare d'anticipo


Chi compra un’altra “prima casa” entro un anno dalla vendita della precedente “prima casa” consegue un credito d’imposta pari alla tassazione subita quando venne comprata la casa poi venduta, nel limiti dell’importo delle imposte da pagare in sede di nuovo acquisto (articolo 7 legge 448/1998). Questo credito d’imposta può essere: a) portato in diminuzione dall’imposta di registro sull’atto di acquisto agevolato che lo determina; b) portato in diminuzione delle imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni dovute su qualsiasi atto presentato per la registrazione dopo la data di acquisizione del credito; c) usato in diminuzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche dovute in base alla dichiarazione da presentare dopi il nuovo acquisto; d) usato in compensazione rispetto alle somme dovute a titolo di ritenute d’acconto, di contributi previdenziali o assistenziali o di premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e sulle malattie professionali.

Questa disciplina deve essere coordinata con la nuova norma, contenuta nella legge di Stabilità 2016, in base alla quale l’agevolazione “prima casa” spetta anche a chi, già proprietario di una “prima casa”, compri un’altra casa e venda la casa già di sua titolarità entro un anno dal nuovo acquisto. In sostanza, la norma sul credito d’imposta (impostata sulla sequenza: “primo acquisto - vendita - secondo acquisto”) venne pensata nella vigenza di un sistema normativo che impediva l’acquisto di una nuova “prima casa” a chi già avesse la titolarità di una abitazione comprata con l’agevolazione “prima casa” (un sistema che quindi costringeva a vendere la casa preposseduta prima di ricomprarne un’altra). Oggi, invece, essendo possibile vendere la precedente “prima casa” anche dopo averne acquistato un’altra (ma non oltre un anno dal nuovo acquisto), la norma sul credito d’imposta deve essere reinterpretata risolvendo due questioni: 1) se il credito d’imposta spetti, oltre che comprando dopo aver venduto la casa preposseduta, anche comprando prima di aver venduto, entro un anno dal nuovo acquisto; 2) se, una volta data riposta positiva al precedente quesito, il credito d’imposta possa esser “speso” in sede di nuovo acquisto (e quindi prima di vendere) o solo dopo aver venduto. Al primo quesito, durante Telefisco 2016 è stata data risposta da parte delle Entrate.

L’Agenzia ha infatti affermato che il credito di imposta di cui all’articolo 7 legge 448/1998 spetta al contribuente «anche nell’ipotesi in cui proceda all’acquisto della nuova abitazione prima della vendita dell’immobile preposseduto» e ciò in quanto «una diversa interpretazione non risulterebbe, infatti, coerente con la ratio della riforma che ha inteso agevolare la sostituzione della “prima casa”, introducendo una maggiore flessibilità nei tempi previsti per la dismissione dell’immobile preposseduto». Anche il secondo quesito ha avuto accoglienza favorevole: le Entrate hanno infatti affermato che il contribuente può fruire del credito di imposta «all’atto di acquisto del nuovo immobile», senza aspettare di aver venduto. 



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News Numero

3

del
26-10-2017

Il Tar boccia Airbnb: la ritenuta sugli affitti brevi è legittima


I clienti Airbnb subiranno la ritenuta del 21% sui canoni degli affitti turistici come tutti gli altri locatori che passano dagli intermediari.

Il Tar Lazio ha respinto (ordinanza 5442/2017) l'istanza di Airbnb di annullare il provvedimento delle Entrate prot. 132395/2017 del 12 luglio scorso che fissava le regole per l'attuazione dell'articolo 4 del Dl 50/2017.

Di fatto, se Airbnb avesse avuto ragione dal Tar, tutto si sarebbe bloccato.

Ma il giudice amminizstrativo ha bocciato tutte le argomentazioni di Airbnb, pur "consigliando" alle Entrate di non infierire sulla società per i mancati versamenti del 16 ottobre, in quanto era in attesa di questa pronuncia.




News Numero

2

del
19-10-2017

Il conto del notaio blinda l’acquisto della casa


Il venditore può essere pagato non alla firma, ma dopo la trascrizione della compravendita

Arriva il conto deposito, altra tutela per chi intende acquistare casa. La legge sulla concorrenza (legge n. 124 in vigore dal 29 agosto scorso) ha introdotto la facoltà di richiedere il deposito del prezzo al notaio rogante fino ad avvenuta trascrizione del contratto di compravendita.

La scena tradizionale (al rogito il venditore consegna l chiavi e l’acquirente paga il prezzo) è destinata a cambiare; la nuova legge afferma che se ne sia richiesto da almeno una delle parti, il notaio deve tenere in deposito il saldo del rezzo destinato al venditore fino a quando non sia eseguita la formalità pubblicitaria con la quale si acquisisce la certezza che l’acquisto si è perfezionato senza subire gravami.

Nelle nuove contrattazioni, si tenterà di sostenere la derogabili pattizia, e cioè che compratore e venditore, in sede di contratto preliminare, possano accordarsi sul punto che l’acquirente non eserciterà il suo potere di pretendere il deposito del prezzo nella mani del notaio. Probabilmente non si sbaglia se si ritiene che la tesi della derogabili abbia il “fiato corto”.

La nuova norma è stata introdotta per avere un senso: e cioè quello di proteggere l’acquirente dal rischio di vedere la trascrizione del proprio acquisto preceduta da una formalità pregiudizievole.



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News Numero

1

del
19-10-2017

Spagna in pole position per il 2018


Barcellona e Madrid prevedono un fatturato immobiliare a + 15%, bene anche la Francia

Se la nave italiana semplicemente “va”, ci sono altre piazze destinate invece a volte e sulle quali vale la pena soffermarsi in un’ottica di investimento prospettico e di ritorni sul capitale investito.

Il primo dato a cui guardare è il fatturato immobiliare del Paese, perché non c’è buon investimento senza un contesto globale positivo. 

E’ chiaro infatti che un conto è comprare oggi e rivendere domani in contesto di transazioni in aumento piuttosto che di calo.

Parlando di previsioni di fatturato immobiliare, l’anno che verrà vede in una posizione di forte ripresa la Spagna, con un aumento previsto del 15 %; bene anche la Francia con un turnover previsto al rialzo del 10,5 %.

L’altro grande mercato a cui guardare sono gli Stati Uniti, dove tutti gli indicatori segnalano un momento di vivacità e forte ripresa degli investimenti immobiliari.

Per avere un punto id paragone, il fatturato immobiliare italiano è previsto in aumenti, nel 2018 del 6,2 %.