Carpe Diem !


"Le case appartengono alle persone che le guardano davvero..."
Emerson


News



News Numero

17

del
08-04-2020

Locazioni e Decreto Legge n.18/2020


In attesa dei provvedimenti di conversione del DL18 dello scorso marzo (che andrà a rimediare ad alcune storture e imprecisioni) e dei provvedimenti che arriveranno a breve per supportare e finanziare le nostre imprese, vi forniamo qualche suggerimento in tema di LOCAZIONI.
 
Sull’argomento vi segnaliamo che il Bonus locazioni (pari al 60% del canone mensile) a seguito della circolare della Agenzia delle Entrate di settiaman scorsa, è usufruibile solamente a seguito del pagamento del canone: quando verrà pagato il canone si potrà far valere il bonus in compensazione
 
Parlando di locazioni oggi sono purtroppo in molti con difficoltà col pagamento dei canoni.
Si trovano in questa situazione sia chi ha dovuto, (perché obbligato,) chiudere l’esercizio commerciale o sospendere l’attività, così come si è trovato incolpevolmente senza lavoro o introiti professionali.
 
Le parti, locatore e conduttore, devono riflettere su cosa accadrà al contratto, che in molti casi non potrà proseguire alle medesime condizioni.
 
L’iniziativa spetta al conduttore, (inquilino): è opportuno che iI conduttore contatti il locatore per individuare fra diverse opzioni quella migliore.
 
È da escludere la sospensione del pagamento dei canoni di locazione: compiuta unilateralmente mette il conduttore in difetto rispetto ai termini del contratto.
 
Il conduttore potrebbe chiedere al locatore di prorogare la scadenza del pagamento, senza interessi o penalità.
 
Questa è una ipotesi prevista dal codice civile se si invoca la impossibilità temporanea della prestazione dovuta a obiettivi impedimenti,
In questo caso il debitore è esonerato da responsabilità sino a quando cesserà l’impedimento: si può concordare una proroga limitato ad un periodo, decorso il quale verrà eseguito il versamento del dovuto.
 
Con l’epidemia difficile fare previsioni e quindi risulta difficile immaginare di poter sospendere il pagamento senza una certezza temporale.
 
Meglio allora in questo caso richiedere la riduzione del canone per tutto il periodo in cui resteranno in vigore le limitazioni alla circolazione delle persone ed all’esercizio delle attività commerciali
 
Considerato che le previsioni sull’andamento delle attività nei prossimi mesi non sono delle migliori,
Varrebbe la pena di valutare una definitiva riduzione del corrispettivo della locazione:  o fino alla scadenza legale del contratto in corso, o con la stipula di un nuovo contratto.
Il codice civile da un piccolo aiuto in quanto è prevista la possibilità di richiedere la risoluzione del contratto se è diventato troppo oneroso per avvenimenti straordinari e/o imprevedibili.
 
In questo caso un locatore lungimirante potrebbe dare un sostegno concreto al conduttore offrendo migliori condizioni pur di mantenere in vita il rapporto.
 
Non sarebbe opportuno da parte del locatore insistere sulla linea dura:
il rischio è di avere nei prossimi mesi un immobile sfitto, con imposte e spese condominiali a proprio carico, oltre alla difficoltà di trovare un nuovo conduttore alle stesse condizioni contrattuali.
 
Tutto questo è riferito agli immobili commerciali: per gli immobili residenziali la situazione è certamente più delicata.
 
Il suggerimento è che sarebbe quanto mai opportuno trovare un libero accordo fra le parti in quanto l’istituto dello sfratto per morosità non sembra la strada più semplice da percorrere.
 
Difficilmente si riuscirebbe a liberare un immobile occupato da persone in difficoltà in tempi rapidi e certi, in un periodo particolarmente difficile, con tempi della giustizia italiana, e col rischio di avere a proprio carico spese legali, imposte e spese condominiali.




News Numero

16

del
06-04-2020

Casa dolce casa


La casa degli italiani, a causa delle restrizioni per fermare il contagio del coronavirus, è diventata una vera e propria tana dove famiglie, coppie e single si proteggono dalla pandemia.

La casa diventa luogo di lavoro, diventa scuola per i ragazzi, palestra dove poter scaricare tensioni e perdere peso, da casa ci si collega con l’esterno.

E’ fuori dubbio che il coronavirus abbia cambiato il valore emotivo che attribuiamo alla nostra casa, diventata il centro della nostra vita.

La casa diventa oggi uno dei capisaldi della network society che finora aveva come assunto entità più grandi (nazioni, regioni, città) e che ora si basa sulle connessioni tra nodi molto piccoli, le nostre abitazioni.

La domanda che però ora molti mi pongono, quale intermediario immobiliare, è se il valore economico della casa cambierà con questa crisi economica.

Vivendo più in casa gli italiani scopriranno pregi e difetti delle loro abitazioni, cose che prima notavano meno o pesavano meno.

Ad esempio il 60% delle case non ha balcone o terrazzo, l’8% delle case ha un bagno solo.

Questo porterà inevitabilmente a pensare e realizzare di avere esigenze diverse e necessità più impellenti che prima non si avevano.

Gli spazi in casa avranno sicuramente un’importanza maggiore.

Secondo gli esperti, si renderanno conto dei difetti della propria abitazione e potrebbero decidere, liquidità permettendo, di iniziare la ricerca di altre soluzioni.

Chi venderà case di qualità potrà contare su un valore reale, chi vorrà vendere case con “difetti” dovrà scendere a patti con lo sconto.

Da questo terribile evento scaturisce la consapevolezza di quanto valgono poco molte delle case che abbiamo, anche la fascia di mercato solvibile, che ha acquistato case nuove, si rende conto che la casa piccola è inadatta a creare confort.

La previsione è quindi di un cambiamento della domanda, che non invertirà però il trend che ha portato molti a lasciare la provincia a favore della città.

E’ probabile che in futuro si cercheranno case in zone più esterne delle città e non centralissime.

Questo quindi potrebbe indurre a pensare che il mercato immobiliare non dovrebbe subire grandi flessioni;

Non è così, l’impossibilità di vedere di persona gli immobili, l’attività di intermediazione è ferma e bloccata, la perdita per molti del lavoro e la conseguente situazione di precarietà di gran parte del mondo lavorativo diminuirà le capacità economiche e anche la possibilità di accedere al credito bancario; tutto ciò  porterà ad un’inevitabile cambio di rotta e ad un freno al settore.

Si prevede un crollo dei prezzi nel 2020 tra l'1,1 e il 3,1% ed una perdita tra i 7  e i20 miliardi di euro di fatturato.

Dati per nulla rassicuranti perché dalla casa, in cui è investito il 75% della ricchezza delle famiglie italiane, dovrà necessariamente ripartire la ripresa.




News Numero

15

del
20-11-2019

Terrazze Panoramiche a Milano


Quanto costa spalancare le persiane di casa e trovarsi davanti a monumenti mozzafiato? 

Il Castello Sforzesco e il Duomo di Milano sono tra gli affacci più ambiti d’Italia, battuti solo dai Faraglioni di Capri.

Dieci anni fa, dopo i Faraglioni, le location più ambite erano la fontana dei fiumi del Bernini e Posillipo, ora no: Milano se la gioca e fa la parte del leone, persino più della capitale.

E' sempre il capoluogo lombardo a posizionarsi i coda al più grande anfiteatro del mondo, infatti dopo il Colosseo c'è l'Arco della Pace, del resto l'occhio vuole la sua parte e n el marcato immobiliare del lusso, la ottiene.

Le finestre sul Castello Sforzesco e sul Duomo, proiettano il costo a più di 11.000 euro al mq, il triplo della media cittadina.